13 aprile 2004

Più si sviluppa la scienza più c'è bisogno di pace

Vincenzo Balzani Dipartimento di Chimica G. Ciamcian
Università di Bologna. Da: Scienza Esperienza n6./febbraio 2004

Un mondo altamente tecnologico è anche un mondo estremamente vulnerabile
Il paleontologo Stephen J. Gould, parlando della situazione dell'umanità, ha introdotto un concetto molto interessante: "la grande assimmetria". La tragedia umana sta nel fatto che la realtà, le leggi naturali, sono caratterizzate da una grande assimmetria: per far qualcosa di buono, ci vuole molto tempo. Per rovinare tutto, basta un attimo. Così la biblioteca di Alessandria, dove erano raccolte le conoscenze di un millennio, è stata distrutta in un giorno di fuoco; e un attentato può compromettere in un attimo anni di colloqui di pace.
Questo concetto è quanto mai attuale. Negli ultimi decenni si è avuto un forte sviluppo della scienza e, di conseguenza, della tecnologia; basti pensare ai trasporti aerei, ai computer, ai telefoni. Nello stesso tempo abbiamo potuto verificare che è praticamente impossibile controllare le frontiere, gli aereoporti, i treni e persino le caserme, e ci siamo accorti che basta un nulla - un albero che cade - per causare black out disastrosi. Tutto questo dimostra che i sistemi tecnologici che sorreggono il mondo occidentale, pur essendo molto funzionali ed efficaci, sono per conto estremamente fragili e vulnerabili.
E' illusorio pensare che il benessere possa essere difeso con le guerre, perchè le guerre seminano odio, l'odio alimenta il terrorismo e il terrorismo ha buon gioco proprio per la fragilità delle nostre strutture. Questo significa che la pace, oltre a essere un imperativo morale, è una necessità vitale: o si vive in relazione positiva con tutto il mondo, o il sistema su cui si basa lo sviluppo della civiltà occidentale è destinato a entrare in crisi.
Questo concetto è stato ben esemplificato dal giornalista Raniero La Valle: i grattaceli delle Torri gemelle avevano 110 piani in altezza più 7 piani sotterranei. Erano edifici lunghi quasi mezzo chilometro con una sola uscita, il pianterreno, raggiungibile solo per le scale quando gli ascensori vanno fuori uso. Se non si può fare a meno di simili edifici, bisogna stare in pace con tutto il mondo. E se la pace non è possibile, il sistema va in crisi. Si può avere un sistema di aviazione civile che trasporti milioni di persone con aerei giganteschi e che sia "a prova di attentato"? No, non si può. Più cresce la scienza, più si sviluppa tecnologia, più c'è bisogno di pace.
Ma ci può essere la pace in un mondo dove l'1% più ricco della popolazione mondiale dispone di ricchezze pari a quelle del 57% più povero? Dove un quarto della popolazione mondiale vive con meno di un dollaro al giorno?
Dove in alcuni Paesi (Italia) c'è un medico ogni 169 persone e in altri (Ciad e Eritrea) uno ogni 50.000? Dove ogni statunitense consuma energia come circa 10 cinesi, 20 indiani o 30 africani? Ci può essere pace in un mondo dove, pur scarseggiando le risorse e aumentando in modo drammatico l'inquinamento, siamo esortati a "consumare di più"? E' evidente che bisogna cambiare con urgenza l'attuale modello di sviluppo in modo che le risorse del pianeta siano equamente condivise, che la scienza sia messa in grado di fare altri pasi in avanti e che si sviluppi ancor di più la tecnologia: una tecnologia buona, volta a un uso migliore delle risorse che sono disponibili su questa astronave, chiamata Terra, che vaga nello spazio infinito e che è l'unico luogo che ci è stato dato per vivere.


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