17 ottobre 2005

Gli aggregatori una delusione, parola di giornalista

Leggo su Repubblica un articolo di V. Zambardino (ho fatto fatica a cercare il nome in mezzo ad un banner colorato) incentrato sugli aggregatori. Prende spunto dall'ultimo nato: Google reader (senza nemmeno linkarlo), ma il suo discorso vale per qualsiasi aggregatore.
Per chi non lo sapesse un aggregatore è un programma che prende i feed rss pubblicati dai blog e siti di informazione e li raggruppa secondo i gusti dell'utente. Sarà quindi l'utente a decidere quale fonte prendere in considerazione e leggere le notizie senza dover navigare da un sito all'altro. Ce ne sono molti in giro, alcuni dei quali vanno installati sul computer tipo Newzcrawler, Feedreader altri si possono usare su internet utilizzando un qualsiasi browser tip Bloglines.

Torniamo all'articolo. Vittorio è deluso perchè un aggregatore ""decapita" le notizie, le spoglia, le frammenta in schegge di informazione. Prende una caramella, la scarta, la schiaccia e la offre al lettore come zucchero puro. E la carta? E la forma della caramella? La caramella "è" anche la sua forma e la sua carta."
Viviamo in una società dove l'apparenza conta, spesso anche più del contenuto, ma c'è uno zoccolo dure di persone che non si accontantano dell'aspetto, della forma, vuole la sostanza.

"si perde la gerarchia delle notizie, si perde la scelta della redazione che è una scelta dell'ingegno della professione, il contesto informativo. E il brand, la bandiera del giornale..."
Se permetti IO voglio dicidere la mia priorità delle notizie. Il brand ed il resto nemmeno lo prendo in considerazione.

"i media "mainstream" hanno raffinato negli anni (nei secoli per il giornale) la loro "interfaccia", la modalità con la quale comunicano con il lettore, creando anche un "look and feel", una sensazione propria di quel mezzo"
Ma se su Repubblica.it è un'accozzaglia di colori, di banner luccicati e di notizie mescolate. A chi piace può andare sul sito, io ne sto il più possibile alla larga.

"i nuovi mezzi sono brutti e difettosi, e maciullano l'intelligenza umana "embedded" nei prodotti dell'informazione"
concludo con una frecciatina:
Usate quell'inteliggenza per non farvi influenzare da poteri economici e politici.

La libertà è anche quella di usare o meno gli aggregatori a proprio piacimento. E forse vi renderete conto che alle volte un blogger o un giornalista freelance può dire qualcosa di interessante ed utile tanto quanto un giornalista collegato a qualche "brand" (forse è proprio quello il problema di Vittorio?).

Aggiornamento:
Mi sono accorto che non sono stato (ovviamente) l'unico a parlarne:
Mantellini, Torriero, Valdemarin, ed altri ne parlano aggiungendo argomenti interessanti.