22 ottobre 2004

Perchèpiango

Qualche giorno fa ho visto una pubblicità di un affare che analizza il pianto di un neonato per capirne il motivo. Si chiama Perchèpiango distribuito da un azienda che solitamente vende oggetti in legno. Sinceramente la mia prima impressione è stata di scetticismo. Il mio scetticismo è aumentato dopo che ho visto il programma "Mi manda RaiTre" che ha analizzato il prodotto. Nel programma era presente l'inventore, degli esperti e il primario di pediatria dell'ospedale Bambin Gesù.
Praticamente l'inventore è andato in giro a casa di amici registrando i vari pianti dei bambini chiedendo ai genitori il presunto motivo del pianto. Analizzando questi dati si è reso conto che i bambini che piangevano per fame lo facevano diversamente da quelli che lo facevano per dolore. Semplice no? Forse troppo.
Ci sono tantissime pubblicazioni scientifiche che da tempo hanno affrontato il problema e che evidenziano come sia complicato generalizzare e stabilire dei parametri univoci per tutti i bambini. Uno psicologo in trasmissione ha anche avvertito di come un oggetto del genere possa minare quella simbiosi che si viene a creare tra la mamma e il suo bambino nei primi mesi di vita. Un'esperienza unica e importantissima.
Lo stesso inventore ha detto che l'oggetto funziona solo se viene usato correttamente: posizionato alla giusta distanza dal bambino, senza rumori di fondo, in una stanza senza eco ecc... Insomma un po' complicato direi. Il rischio di sbagliare forse è più elevato di quello dichiarato dall'inventore (5%). E sbagliare con un neonato è una cosa seria.
Inoltre l'associazione dei consumatori mette in guardia di come il distributore faccia leva sui sentimenti che legano genitori e figli per pubblicizzare il prodotto. Proibito e pericoloso.
Concludendo l'oggetto è sicuramente un ottimo prodotto commerciale che renderà parecchi soldi anche se sono sempre meno convinto della sua reale funzionalità.