26 gennaio 2005

OGM: "Altolà ai semi"

Prendo spunto da un paio di post trovati su Ecoblog e su Vogliaditerra che commentano un articolo di Zeus.
Semplificando al massimo il discorso diciamo che se io contadino voglio produrre una pianta OGM, comprerò il sempre da una società di Bioingegneria. La società ha fatto ricerca, ha tirato fuori i soldi e quindi si dichiara proprietaria del codice genetico del seme, protetto insomma da copyright. Quindi quel codice genetico, quel seme, non può essere utilizzato per ulteriori modifice, non può essere rivenduto. E soprattutto, i semi della pianta che è cresciuta dal seme OGM non può essere utilizzato. Quindi io contadino finito il raccolto devo riacquistare i semi.

Le società di Bioingegneria corrono già ai ripari setacciando campi alla ricerca di contadini che si appropriano indebitamente di piante OGM, hanno paura che si formi un mercato di scambio di semi OGM.

Chi di voi soffre di allergia saprà benissimo che il polline delle piante si propaga attraverso il vento per centinaia di kilometri. Si sa che animali, maree portano i semi da paese a paese. Da continente a continente. Quindi io contadino onesto che da generazione in generazione ho fatto una selezione delle mie piante migliori dalle quali ho ricavato i semi ripiantandole mi posso ritrovare a mia insaputa piante OGM. E diventare quindi un fuorilegge.

A tal proposito segnalo questo articolo dove un contadino racconta la propria storia.