18 maggio 2007

Libro: Dan Brown - Crypto

Visto che la febbre mi ha tenuto a letto per due giorni ho deciso di approfittare e leggermi il libro regalato da mia sorella Roberta, Crypto.

Niente di eccezionale ed appassionante ma comunque piacevole.
Pubblicità ce né poca, giusto qualche marchio qui e la. La pubblicità negativa invece non manca: la Spagna viene dipinta come un paese barbaro, arretrato, incivile.
Il libro è stato pubblicato prima del 2000, quindi non c'è da scandalizzarsi tanto se si parla di linee ISDN e di Netscape. I problemi sono altri...

Purtroppo, a parlare di argomenti che non si conoscono affondo, si commettono errori.
Vi è mai capitato di leggere un articolo di giornale rendendovi conto che il giornalista non è minimamente ferrato sull'argomento? Sempre. Trovo difficile, per esempio, trovare sui giornali generici giornalisti che mastichino l'informatica. Me ne accorgo semplicemente perché sono nell'ambiente. Ecco, la stessa sensazione mi è venuta leggendo questo libro.

La parte strettamente legata al mondo della crittologia mi è sembrata ben articolata (evidentemente Brown si è fatto aiutare da qualcuno bravo), purtroppo altri piccoli dettagli lasciano un po' interdetti.

Uno su tutti, molto importante per la trama, lo considero troppo grossolano (continuate a leggere il post solo se avete già letto il libro): l'asiatico rilascia sul web un file criptato, criptato così bene che nessuno può decriptarlo senza la chiava giusta. Il modo che ha usato per criptare il file è contenuto nel file stesso. Quindi tutti scaricano il file per provare ad aprirlo, compreso l'NSA, senza riuscirci. L'idea del comandante dell'NSA è di riuscire a rimediare la chiave, aprire il file contenente il programma di criptaggio, inserirci una backdoor (accesso secondario), e poi sostituire il file sul sito dell'asiatico senza che nessuno se ne accorga. Dopodichè avrebbe dato la chiave ad una società Giapponese o, ancora meglio, alla comunità intera, in modo che tutti dal quel giorno avrebbero usato quel sistema di criptazione ignari della backdoor che avrebbe permesso all'NSA di farsi gli affari di tutti.

C'è un errore banale: se tutti hanno già scaricato il file originale dal sito dell'asiatico, che senso ha sostituirlo? Nessuno.

Verso la fine poi si raggiunge l'apoteosi del caos, tutta una serie ti termini informatici messi li come se piovesse (strano che manchi uno basilare: firewall), un grafico improbabile che riassume lo stato di sicurezza, una spiegazione di worm sballata ed altre piccole stupidaggini.

Insomma un libro sconsigliato a chi abbia un minimo di dimestichezza con il computer.

P.S. Ho aggiunto la mia critica su Wikipedia, vediamo se me la lasciano...