4 luglio 2005

Il dopo Live8


Molte cose sono state dette e altrettante si diranno sul Live8.
Senza dubbio è stato un evento. Un evento storico? Solo la storia ce lo dirà. Solo il tempo ci farà capire se un concerto può cambiare il mondo.
Miliardi di persone hanno seguito lo spettacolo. Uno spettacolo che aveva come fine quello di muovere le coscienze, di sensibilizzare l'opinione pubblica sul problema della povertà, della distribuzione della ricchezza.

Personalmente sono convinto che un concerto da solo non basti. Dobbiamo capire che per migliorare il mondo dobbiamo migliorare noi. Ogni nostra singola azione assume un'enorme importanza quando è moltiplicata miliardi di volte.
Eliminare il debito dei paesi poveri è necessario, ma non sufficente. Gli aiuti monetari che volentieri regaleremo non dovranno finire in armi (noi per primi non dovremmo investire in armi), non dovranno arrivare alle persone corrotte (noi per primi dovremmo eradicare la corruzione e l'omertà dalla nostra vita, dalla nostra cultura).
Lo sviluppo passa attraverso il mercato? Allora compriamo i loro prodotti. Ma se l'Africa si sviluppasse come noi il mondo tracollerebbe. La Cina e l'India ci stanno dando un assaggio. Le risorse scarseggiano, l'inquinamento aumenta, la terra soffre, l'economia barcolla. La risposta è uno sviluppo sostenibile, e noi pre primi dobbiamo attuarlo, trovando un equilibrio, mostrando lungimiranza.
La pressione sui politici è un nostro diritto, controllarli è un nostro dovere (bellissima idea di Sting di cambiare le parole di una sua famosa canzone in: "Every move you make, every step you take,
we'll be watching you"
). La scelta di un politico che ci rappresenti deve tener presente anche questi problemi che sono ben più importanti del terrorismo (basta raffrontare il numero di morti). Dobbiamo focalizzare le nostre priorità e capire che la nostra felicità, la nostra salute, la nostra sicurezza passano per quelle di chi ci sta intorno.

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Concludo questo post con un brevissimo commento sull'evento più che delle sue finalità.
Un concerto che si è svolto, fuso orario permettendo, contemporaneamente in 10 nazioni. Miliardi di spettatori (chi dice 3 chi 4). La televisione ha mostrato tutta la sua vecchiaia. Satellite, internet e telefonia hanno mostrato le loro potenzialità dando la possibilità di essere registi di se stessi e di decidere cosa vedere.
Ho notato una totale mancanza di giovani cantanti (quei giovani che dovrebbero cambiare il mondo). Dal punto di vista musicale ho avuto letteralmente i brividi con i Pink Floyd.

Aggiornamenti:
11/07/2005: un concerto contro la fame del mondo che spreca ed inquina (un po' contraddittorio).

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