2 giugno 2011

L'Italia è 18 nella classifica EPI

Ogni due anni l'università di Yale stila una classifica basata su un indice ambientale: EPI.
163 paesi analizzati su 25 parametri divisi in due gruppi: vitalità dell'ecosistema e salute.

Cambiamenti climatici, agricoltura, pesca, foreste, biodiversità, acqua e inquinamento atmosferico sono le voci principali del primo gruppo. Nel secondo gruppo sono analizzate le correlazioni tra l'ambiente e la salute dell'uomo, visto che gran parte delle malattie più grandi sono causate direttamente o indirettamente dalle condizioni ambientali.

Da questo studio viene fuori un punteggio (100 è il massimo), ecco i primi 10 classificati:
  1. Islanda (93.5)
  2. Svizzera (89.1)
  3. Costa Rica (86.4)
  4. Svezia (86.0)
  5. Norvegia (81.1)
  6. Mauritius (80.6)
  7. Francia (78.2)
  8. Austria (78.1)
  9. Cuba (78.1)
  10. Colombia (76.8)
L'Italia si classifica al 18° posto con il punteggio di 73.1.
I nostri punti deboli, secondo questo indice sono:
  • Emissioni che causano i cambiamenti climatici: 47.97
  • Inquinamento dell'aria 38.94
Nel punteggio non è riportata la gestione/produzione di rifiuti, ad esempio, ed altri indicatori utili a inquadrare la qualità di vita, ma rimane pur sempre un buon metodo per fotografare la situazione rimboccandoci le mani la dove c'è più necessità.

Ecco i nostri risultati nel passato:
  • Nel 2008 eravamo al 24° posto con un punteggio di 84.2
  • Nel 2006 al 21° con 79.8
[via Ecoblog]