9 gennaio 2016

#Recovery #Green #Metal

Recovery Green Metal
Oggi vi voglio parlare di un progetto molto interessante in tema di recupero e riciclo dei "rifiuti".
Le nostre apparecchiature elettroniche come smartphone, PC, televisori ecc sono delle piccole miniere di metalli preziosi: oro, palladio, argento e molto altro. Ovviamente la percentuale di questi metalli so ogni scheda elettronica sono piccolissime, ma se mettiamo insieme le tonnellate di rifiuti RAEE che produciamo (più di 1 milione ogni anno) capite bene che la cosa si fa interessante.
Questi metalli oltre ad essere preziosi, e quindi costosi, sono anche in via di esaurimento nel nostro pianeta. Portare questi rifiuti in discarica o negli inceneritori, oltre che essere dannoso per la nostra salute e l'ambiente, è controproducente dal punto di vista economica.

L'Università di Cagliari sta portando avanti da diverso tempo un progetto che si chiama Recovery Green Metal. Sostanzialmente hanno creato un processo usando delle sostanze che sciolgono i metalli presenti nelle schede elettroniche permettendo il loro recupero. Il bello è che i prodotti usati sono riciclabili rendendo così l'intero processo particolarmente eco-sostenibile.

La teoria e la pratica sono ampiamente dimostrati dai dati del progetto. Quello che serve ora per passare alla fase di industrializzazione è di costruire un impianto pilota per fornire poi alle aziende interessate le informazioni per l'organizzazione in larga scala. Per questo scopo è stato istituito un sistema di cround founding (una colletta) dove privati e aziende possono partecipare. Bastano 90 mila € per realizzare questa idea. Pensiamo a quanti soldi si possono guadagnare e a quale impatto ecologico andiamo incontro. Chi volesse maggiori informazioni può collegarsi alla pagina sulla  piattaforma WithYouWeDo di TelecomItalia dedicata alle startup. Qui invece il video:

15 marzo 2015

La resilienza delle comunità in transizione

L'umanità è di fronte a due problemi estremamente complessi che comporteranno, che lo si voglia o meno, un totale cambiamento dell'attuale situazione economica-sociale del mondo. Picco del petrolio e cambiamento climatico.

Il picco di produzione del petrolio rappresenta quel periodo in cui si riesce ad ottenere il massimo dell'estrazione. Una volta raggiunto la produzione potrà solo calare, e quindi il suo prezzo, a parità di richiesta, comincerà a salire velocemente.

I cambiamenti climatici, o riscaldamento globale, è la constatazione di un rapito innalzamento della temperatura a livello planetario che modificherà pesantemente gli equilibri meteorologici. Tale aumento delle temperature è in buona parte causato dall'emissione dei gas serra prodotti dall'uomo (come la CO2) derivante dall'uso di fonti fossili come petrolio, gas, carbone ecc.

Attualmente la nostra economia è totalmente dipendente dall'utilizzo del petrolio a basso costo e dallo sfruttamento delle fonti fossili per la generazione di energia. Ciò comporterà che quando ci troveremo di fronte ad una penuria di energia e ad un clima sempre più impazzito saremo costretti ad adattarci con pesanti ripercussioni economiche e sociali.

Ho sempre sostenuto che la sostenibilità, risparmio energetico, produzione energetica da fonti rinnovabili e pulite fossero la strada da percorrere. E lo penso ancora. Però non basta e, soprattutto, siamo troppo lenti. E' necessario essere maggiormente pro-attivi e intraprendere un percorso che metta al centro il concetto di resilienza.

La resilienza è la capacità di un sistema di adattarsi a shock esterni mantenendo la sua funzionalità.
Per raggiungere tale obiettivo è necessario ripensare alle economie locali, rendendole maggiormente auto-sufficienti, incentivando le produzioni locali, riducendo i consumi e la dipendenza verso le importazioni. Ci sono quartieri, comunità e intere città che stanno iniziando a percorrere questa strada (Transition Town) cercando di fare rete a livello sia globale che nazionale alla ricerca delle soluzioni pratiche da intraprendere. Subito.

15 febbraio 2015

I sapori viaggiano nel tempo

A pochi passi da casa mia ho scoperto un punto vendita sardo, recentemente inaugurato, di formaggi caprini e ovini stagionati in grotta. Giancarlo Pitzalis, il proprietario, racconta con passione i metodi di stagionatura usati, dai 90 giorni fino a 36 mesi, con vinacce, foglie di noce e addirittura un'antica ricetta con caglio vegetale.
Ero andato li per comprare della ricotta e, dopo averli assaggiati, sono uscito con diversi assaggini, alcuni anche regalati. A Maggio hanno in progetto di aprire le grotte per una visita guidata.

Se vi piace il formaggio sardo, se preferite i prodotti a Km 0, se volete scoprire cosa si cela dentro le grotte della Tuscia Viterbese allora fateci un salto.

Si trova sulla S.S. Cassia a Vetralla Km 69.300, nei pressi dell'incrocio con la strada che porta a Tuscania. C'è un grande cartello in legno. Riporto il numero che ho trovato nel biglietto da visita: 3348877658

22 gennaio 2015

La mia storia con un folletto... Vorwerk luci e ombre di un acquisto

Premetto che considero i prodotti della Vorwerk come quelli della Apple: buona qualità ma dannatamente costosi. Come con i prodotti della mela morsicata chi li acquista entra a far parte di una sorta di "setta religiosa" e mia moglie c'è dentro da diverso tempo...

Ammetto che la nostra scopa elettrica passata da madre in figlia ha oltre 25 anni e fa ancora il suo sporco lavoro. Ci hanno regalato altre scope elettriche, ma sono durate meno di un battito d'ali di una libellula. Era giunto il momento di sostituirla e l'idea di aggiungere anche la Pulilava, un attrezzo che oltre ad aspirare lava i pavimenti, era allettante. Dopotutto i pavimenti li faccio spesso io.

Mi metto a cercare filmati, recensioni, commenti e acquisite tutte le informazioni decido di fare l'acquisto. Come forse già sapete non puoi andare in un qualsiasi negozio e comprare il Folletto, ma devi passare per un rappresentante (ultimamente le cose stanno cambiando e compaiono i primi negozi in franchising).
Si trovano anche online, da venditori stranieri, a ottimi prezzi, ma in alcuni casi devi rinunciare alla fatturazione, oppure alla garanzia e sicuramente al pagamento rateale senza interessi. Pro e contro da valutare.

Misteriosamente dopo qualche giorno un venditore si presenta al negozio di parrucchiera a Capranica di mia moglie.
Hanno microspie? Coincidenza? Tutto organizzato da mia metà? Non lo saprò mai.
Il giorno dopo si presenta a casa nostra, armato di tutto punto con un megavaligione strabordante di tecnologie sofisticatissime per la pulizia della casa.

Nella ricerca delle recensioni mi sono imbattuto anche in molti siti che spiegano le tecniche di vendita dei rappresentanti della Vorwerk. La più usata è quella di farti sentire sporco, un cattivo genitore che lascia giocare i figli nel lurido più totale, insomma l'obiettivo è farti venire i sensi di colpa. E puntualmente tale tecnica è stata usata. Con un giro di parole il venditore mi voleva convincere che fondamentalmente io dormivo immerso nella cacca degli acari, abbastanza rivoltante come immagine, nella speranza di vendermi anche il batti materasso.

Dopo poco il rappresentante si rende conto che ero informato e che avevo già deciso per l'acquisto, avendo già preparato anche le informazioni di fatturazione e pagamento.
Confidandomi che non gli era mai capitato prima si siede e comincia a compilare il modulo d'ordine.

Era il 20 Novembre, e ci prospetta un'attesa di 1 mese. Non poco direi, però arriverà giusto in tempo per il periodo di feste natalizie, e tra pranzi e cene che avremmo organizzato a casa un attrezzo per velocizzare la pulizia sarebbe stato comodo.

Mantenendo la promessa il pacco arriva il 22 Dicembre. Alcuni optional mancavano, ma nella bolla era riportato che sarebbero arrivati a breve. La cosa peggiore però era che mancava il cavo elettrico! Ovviamente, proprio come gli apparecchi di Cupertino il collegamento è proprietario e non si può usare un cavo standard qualsiasi (secondo me Carl e Steve hanno molto in comune).

Chiamiamo il rappresentante, ci suggerisce di mandare una email alla sede di smistamento di Orte, anzi poi si corregge e spiega che è meglio mandare un FAX a Milano, siamo in periodo festivo.
Decido di abbondare: mando email a Orte mentre a Milano spedisco Fax, PEC e Email.

Passano le feste e nessuno si degna di rispondere.
Chiamiamo il numero verde: un disco pr-registrato ci dice che se stiamo chiamando per lamentarci di ordini che non arrivano dobbiamo avere pazienza. Effettivamente alcune clienti di mia moglie stanno aspettando ordini di prodotti fatti ad inizio Novembre. E' evidente che sono in grossa crisi.
Riusciamo a parlare con un'operatrice che ci conferma che la pratica è stata aperta e che verrà risolta... presto... prima o poi. Si scusa a nome dell'azienda e ci suggerisce di chiamare la sede di Orte. Qui si raggiunge l'apice della cattiva gestione dei clienti.
Prima dicono che non sanno nulla, poi controllano l'email e si accorgono che gli abbiamo scritto ma non possono inviarmi il pezzo senza l'autorizzazione di Milano.

Personalmente trovo questa vicenda ridicola. Per quanto è costato l'arnese ci si aspetta una gestione dei problemi, del post vendita e del cliente di un certo livello, e invece ci si ritrova difronte a burocrazia, pressappochismo dove tutti giocano lo sport più praticato in questo paese: lo scaricabarile.

Il 19 Gennaio finalmente arriva il cavo. In totale 2 mesi di attesa. A questo punto mancano solo alcuni optional, ma almeno possiamo iniziare ad usarlo. Se qualcuno è interessato pubblicherò anche una recensione dei prodotti, compreso il lavavetro (altro aggeggio infernale di dubbia utilità che mia moglie mi ha convinto ad acquistare).

3 gennaio 2015

Bloccare gli inviti ai giochi su Facebook

Avete molti amici che passano il tempo a giocare su Facebook? Nonostante le vostre rimostranze continuano a invitarvi ai giochi? A chiedervi vite? A inviarvi notifiche inutili?
La soluzione più rapida potrebbe essere quella di cancellare l'amicizia, però non è sempre la strada migliore, se effettivamente con quella persona siete veramente amici.

Ecco la soluzione più efficace e che dopo breve tempo bloccherà tutte le richieste da tutti i giocatori e da tutti i giochi.
Partiamo dal presupposto che di tutti gli amici solo una parte sono giocatori assidui. Di tutti i giochi presenti su Facebook solo alcuni lanciano inviti e solo pochi sono così famosi che sono giocati da tutti. Vi basterà bloccare le richieste del singolo amico, e del singolo gioco. Dovete ripetere questa procedura per tutti i vostri amici giocatori e per i giochi più giocati. Bastano un paio di click e quelle noiosissime notifiche spariranno per sempre.

Ecco le istruzioni:
Collegatevi su Facebook con il vostro PC e sulla colonna destra cliccate su "Giochi" nella sezione "APPLICAZIONI"






Poi andate su "Attività" e su "Inviti".
Nella sezione centrale appariranno tutti gli inviti di tutte le persone nei vari giochi.






A questo punto cliccate sul pulsante "X" accanto ad "Accetta" per rifiutare la richiesta, dopodiché cliccate su entrambi i link che appaiono per bloccare rispettivamente tutte le richieste di giochi da quel contatto e tutte le richieste provenienti da qualsiasi contatto ma inerenti a quel gioco.
Ripetete l'operazione per tutti gli inviti.
La prima volta che si effettua tale operazione potrebbero essere presenti molti inviti da molti giochi. Nei giorni seguenti si avrà un calo pressoché totale delle fastidiose notifiche e sarà sufficiente ripetere l'operazione saltuariamente quando verrà pubblicato un nuovo gioco su Facebook a cui qualche vostro nuovo contatto comincerà a giocarci, ma ciò capiterà saltuariamente.

25 dicembre 2014

FL3 Roma Viterbo velocità media 43 Km/h

Pubblicato il rapporto 2014 sui treni usati dai pendolari. Per fortuna non lavoro più a Roma ed ho smesso da fare il pendolare, ma ricordo bene i viaggi stressanti sulla famigerata lina Viterbo-Roma Ostiense e da allora non è cambiato nulla, basta pensare che la velocità media di tale linea si attesta a 43 Km/h. E pensare che continuiamo a spendere miliardi per la TAV.

We Care Naturally albero di natale senza radici

In famiglia usiamo un albero di natale finto. E' lo stesso albero che usava mia moglie quando era piccola... a occhio e croce viene usato da circa 30 anni. E' più ecologico un albero finto che si può riutilizzare "all'infinito" o un albero vero che però si secca e deve essere acquistato ogni anno? E quindi deve essere trasportato, immagazzinato, venduto ogni singolo anno?

Sarebbe un buon compromesso se gli alberi veri fossero venduti con le radici, chi come me che abita in campagna potrebbe tenerlo nel vaso per un po' di anni e poi magari piantarlo a terra.

Qualche giorno fa siamo passati al negozio di bricolage OBI, e mia moglie si è innamorata di un "Abete del caucaso" (Nordman fir). L'età riportata in etichetta era di 7-10 anni, e in fondo c'era un bel blocco di terra che faceva pensare ad una buona presenza di radici. E invece, una volta arrivati a casa decidiamo di svasarlo ed ecco la sorpresa: niente radici. Bella fregatura direi, un povero albero condannato a morte. Eppure l'etichetta riportava "Viviamo in armonia con la natura e ci accertiamo che le nostre tradizioni natalizie non arrechino danna all'ambiente."
Beh io ho un concetto totalmente diverso di vivere armoniosamente con l'ambiente, usare un albero vero solo per un anno è uno spreco assurdo.
Per cui il mio consiglio è di non acquistare alberi della marca WeCare Naturally

21 dicembre 2014

Il prezzo del pellet aumenterà del 12%

Se siete tra coloro che hanno deciso di mandare in pensione le vecchie stufe in ghisa o i camini termici scegliendo le stufe a pellet non sarete per niente felici di questa novità: l'IVA passerà da gennaio dal 10% al 22%. Ciò si tradurrà in un aumento del prezzo del 12%. Il governo stima maggiori entrate per 96 milioni di euro che verranno quindi sborsati dai proprietari di stufe.
Non saranno nemmeno felici i produttori di stufe, i produttori di pellet visto che un aumento così significativo rallenterà ovviamente le vendite.

30 giugno 2014

Eolo arriva anche in Sardegna

Puntuale come un orologio svizzero arriva il nuovo annuncio di inizio produzione di Eolo, l'auto ad aria compressa. L'ultima notizia arriva dalla Sardegna, dove aveva già fatto capolino nel 2013.
Ogni volta articoli, comunicati stampa, post sui veri blog, ripresi dai social network che spiegano quanto costerà un pieno. Ogni volta puntualmente la produzione non parte, e tutti a puntare il dito verso i produttori di auto o di petrolio.
Attivissimo fa notare che sono 13 anni che va avanti questa storia, io il mio primo articolo lo scrissi nel 2005, ero entusiasta ma poi con gli anni ne ho scritti altri, sempre più pessimistici, per leggerli clicca qui, e ripercorri la storia della MDI e della tecnologia dell'aria compressa.

24 aprile 2014

Italia OGM Free

Sono numerose le volte che ho trattato il tema degli OGM su questo blog. Mai come oggi però siamo stati così vicini da vederci invasi da queste colture nel nostro paese.
I giudici del Tar Lazio oggi infatti hanno rigettato il ricorso contro il decreto interministeriale sugli Ogm e hanno vietato la coltivazione del mais 810 Mon. Il pericolo però è scampato solo momentaneamente e per quello approvo l'iniziativa del MoVimento 5 Stelle che, come successe negli anni passati con i Comuni denuclearizzati, vuole fermare la diffusione degli OGM partendo dal basso, ossia dai Comuni, coma sta accadendo anche a Vetralla. Tutte le informazioni su tale iniziativa sono consultabili sul sito: ItaliaOgmFree.org